Consiglio Nazionale delle Ricerche

Istituto di Bioscienze e BioRisorse

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Sede IBBR di Bari

Sede dell’IBBR/CNR di Bari

Sede dell’IBBR/CNR di Bari

Nascita dell’Istituto

L’Istituto del Germoplasma fu fondato nel 1969 su proposta del Prof. G. T. Scarascia Mugnozza e successivamente, nel 2002, venne raggruppato con altre istituzioni nell’Istituto di Genetica Vegetale (IGV). La principale missione era il reperimento, la caratterizzazione, la salvaguardia e la conservazione delle risorse genetiche vegetali di interesse per l’agricoltura italiana e mediterranea, sia di specie erbacee che di specie arboree da frutto. Nel novembre del 2013, nell’ambito del riordino della rete scientifica del CNR, nacque l’Istituto di Bioscienze e BioRisorse (IBBR) dalla confluenza di tutto il personale del precedente IGV con parte del personale dell’Istituto di Genetica e Biochimica (IGB) e dell’Istituto di Biochimica delle Proteine (IBP). L’IBBR ha la sua sede principale a Bari, dove si svolgono prevalentemente ricerche nel settore delle scienze e biotecnologie agrarie.

Banca del germoplasma e caratterizzazione delle risorse genetiche vegetali

Fin dalla sua fondazione, l’Istituto di Bari ha dato un grande contributo all’opera di salvaguardia della biodiversità vegetale, condizione indispensabile per il miglioramento di tutte le specie. Azioni di esplorazione, reperimento, moltiplicazione, valutazione, caratterizzazione e documentazione, nonché studi di diversità genetica, evoluzione dei genepool delle specie coltivate, ricerca di nuove varianti alleliche e analisi di parametri fisiologici alla base della vitalità del seme, sono tra le principali attività svolte presso l’IBBR di Bari. Negli ultimi decenni, particolare attenzione è stata rivolta alle specie agrarie maggiormente diffuse nell’areale mediterraneo, quali ad esempio i cereali (frumento, orzo, avena, etc), le leguminose da granella (fava, pisello, fagiolo, fagiolino dall’occhio, cece, lupino, lenticchia, etc), le leguminose foraggiere (veccia, sulla, etc) e qualche specie ortiva (cavolo, melanzana, peperone, carciofo, etc). Alcune “novità vegetali” già iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà sono state brevettate, quali, ad esempio, la varietà Norba di frumento duro e due linee di farro (Farvento e Triventina). L’Istituto ha inoltre dato un notevole contributo alla valorizzazione di alcune varietà locali di fagiolo nell’area di Sarconi e del peperone IGP di Senise, entrambe in Basilicata. Inoltre, notevole interesse è stato rivolto agli agro-ecotipi locali (le cosiddette “produzioni tipiche”) o agro-ecotipi in via d’estinzione, ai “parenti” selvatici delle specie agrarie, a specie potenzialmente utili per scopi nutraceutici e/o tecnologici, ed anche a specie modello per studi di genetica (es. Arabidopsis thaliana). Attualmente la Banca del Germoplasma, dotata di camere a -20° e a 0°C, col 30% di umidità relativa dell’aria, per la conservazione delle sementi rispettivamente a lungo e breve/medio termine, custodisce circa 56.000 accessioni appartenenti a più di 40 generi e circa 600 specie, acquisite anche attraverso attività di scambio con istituzioni nazionali ed internazionali.

Tutti i dati raccolti vengono costantemente informatizzati e inseriti nel Mediterranean Germplasm Database (MGD, https://ibbr.cnr.it/mgd/) che rende più agevole la gestione del patrimonio genetico disponibile, debitamente contrassegnato con specifici codici, nomi del raccoglitore e/o donatore, specie, famiglia tassonomica e genere, paese di origine, modalità di conservazione dei semi, dati relativi alla moltiplicazione in campi sperimentali, e coordinate GPS.

Attività di ricerca

Accanto alle attività più tradizionalmente legate alla gestione delle risorse genetiche vegetali sono state sviluppate linee di ricerca nei diversi campi della genetica e delle biotecnologie agrarie e del miglioramento genetico. Vengono utilizzati sia approcci consolidati di biochimica, biologia molecolare e bioinformatica, che approcci innovativi di genotipizzazione, fenotipizzazione, tecnologie “omiche” (genomica, trascrittomica, proteomica) per lo studio di aspetti legati all’evoluzione delle specie e alla qualità e sicurezza degli alimenti. Il personale dell’IBBR di Bari è da sempre attivamente coinvolto in diversi progetti di ricerca nazionali ed internazionali.

L’esperienza pluriennale acquisita ha consentito alla sede di Bari di diventare un riferimento di eccellenza nella comunità scientifica in tutto il mondo nel campo della salvaguardia e caratterizzazione della biodiversità vegetale. Ciò ha favorito l’avvio di sinergiche collaborazioni con diversi soggetti pubblici e privati in ambito nazionale (es. Dipartimenti delle ex Facoltà di Agraria, diversi Istituti del CNR, Mipaaf, ENEA, etc) e internazionale (EU, FAO, IPGRI, IITA, ICARDA, IPK, etc).

Attività di formazione

Attraverso numerose convenzioni con le Università e collaborazioni con diverse istituzioni, l’IBBR svolge anche attività di formazione a studenti laureandi e dottorandi, borsisti e contrattisti, che possono svolgere i loro progetti di ricerca ed implementare le loro conoscenze nei laboratori dell’istituto, dotati di strumentazioni di ultima generazione di biologia molecolare e biochimica.

(last updated: Jun 9, 2021)

 
Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR/CNR)
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